La Roma non può (e non deve) vincere contro la Juventus. Ecco perchè

Il campionato è ancora lungo e non sarà una sola partita a determinare il destino delle due principali pretendenti al titolo

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Diciamolo chiaramente: la Roma quest’anno è più forte della Juve. Sulla carta e sul campo. Almeno per ora. Con un allenatore motivato e deciso, una panchina degna di questo nome e un gioco brillante che non si vedeva in Italia dai tempi di Sacchi. Obiettivi a lungo termine (pensiamo allo stadio fortemente voluto dal presidente Pallotta), un esordio in Champions da brividi e un match giocato a Manchester alla pari contro una grande del calcio europeo.

SFIDARE LA STORIA – Insomma, sembra tutto perfetto. Ma senza essere per forza scaramantici o pessimisti la Juve non si batte facilmente. Cambiano i giocatori, gli allenatori, ma non cambia la mentalità. Forte di una società solida e pragmatica, una volta entrati nello spogliatoio c’è qualcosa di misterioso che entra nella testa e nel fisico dei giocatori (Zeman direbbe che si trova negli armadietti dei medicinali), una sorta di incantesimo che rende la squadra una micidiale macchina da guerra. Certo, solo in Italia per ora. Ma tanto basta per avere, è inutile nasconderlo, quel timore reverenziale verso i bianconeri: quel sentimento (spesso anche attribuito agli arbitri) di grande rispetto che si nutre verso squadre autorevoli. E’ la sua “storia” che incute paura. Conte per tre anni è riuscito a entrare in piena sintonia con i giocatori, con i tifosi, con la società. Difendendo il suo operato con rabbia e tenacia, come se respirasse a ogni partita l’erba verde di quel campo minato. E’ una filosofia, uno stile di vita, che dura da anni. Contro la Juve non si vince, non si può o forse, per ora non si deve. Allegri non è l’ultimo arrivato e lo sta dimostrando partita dopo partita, nonostante la sconfitta contro l’Atletico Madrid e la fredda accoglienza di luglio. Visione di gioco diversa, piccoli accorgimenti (spostare Tevez di qualche metro, a ridosso dell’area, è una sua idea) e il gioco è fatto. Bianconeri primi in classifica. Ancora.

CAMPIONATO LUNGO – Il campionato è lungo e non sarà una sola partita a determinare il destino delle due principali pretendenti al titolo. Garcia lo sa e non si sbilancia, resta calmo (apparentemente sereno): ieri ha dato un giorno di riposo, e poi da oggi si ritroveranno tutti per preparare la sfida. Importante, ma non fondamentale. È ancora Juventus-Roma, quindi, match clou della giornata con le due formazioni in testa alla classifica. Cinque vittorie a testa, 15 punti in totale e un percorso netto nel campionato di Serie A.

LE SCELTE – Il tecnico francese ha un solo dubbio, quello di De Sanctis, che ha già saltato la sfida di Manchester, ma anche per questo potrebbe scendere in campo a Torino. Ha un fastidio muscolare, ma ci sono ancora un paio di giorni per capire le sue reali condizioni. Allo stadio ci sarà anche Pallotta, che crede fermamente nelle potenzialità della sua Roma. Il match sarà arbitrato da Rocchi.

NON SOLO STATISTICHE – Nella passata stagione la Juve vinse due volte contro la Roma (all’andata per 3-0, al ritorno 1-0), perdendo solo in Coppa Italia. Tante le sfide tra Roma e Juve passate alla storia. Questa volta in palio ci saranno tre punti che inevitabilmente faranno pendere l’ago della bilancia da una parte o dall’altra, sì perchè chi vince prende un po’ di vantaggio, andrà in fuga seppur di poco. Sempre che la sfida non riservi una X in schedina, potrebbe accadere, l’importante è che sul campo ci sia spettacolo e fair play. Siamo sicuri però che la sconfitta del Calderon non inciderà affatto sul match dello Stadium. Lo ha detto Buffon, lo ha confermato anche Allegri al termine dell’incontro di mercoledì sera. E diciamolo chiaramente, la Roma PUÒ (ma non deve necessariamente) vincere contro la Juve. Lo scudetto è ancora lontano e non sarà questa la sfida a determinare il successo finale. Ora via a gesti scaramantici e preghiere al buon Dio del calcio. E che vinca il migliore, forse.

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