AS Roma, chi attaccava Nainggolan a fine partita? Il mistero svelato

Una frase sibillina del centrocampista belga aveva fatto drizzare le orecchie a tanti

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Aveva fatto drizzare le orecchie a tanti la sibillina frase del calciatore giallorosso Radja Nainggolan pronunciata ai microfoni di Mediaset nel post partita di andata degli ottavi di Europa League contro la Fiorentina. Il centrocampista belga, ancora una volta tra i migliori in campo, specie nel secondo tempo, aveva infatti commentato: «Nel secondo tempo abbiamo giocato bene, siamo arrivati spesso in area manovrando. Se noi giochiamo in undici e diamo tutti il massimo possiamo giocare da Roma, se uno o due invece non sono in giornata non possiamo giocare da Roma».

IL MISTERO SVELATO – Secondo i più maliziosi quella frase che sapeva tanto di tirata d’orecchie era esplicitamente rivolta a qualcuno della squadra, colpevole di non essersi fino ad ora impegnato al massimo. I principali nomi finiti sul banco degli imputati erano stati quelli di Totti, De Rossi e Gervinho. Ma a svelare il mistero è stato lo stesso Nainggolan su Twitter. Rispondendo a un tifoso ha infatti precisato: “Ma quale critica, era solo un messaggio in generale alla squadra”.

RITORNARE QUELLI DI UN TEMPO – In effetti, malgrado le perplessità dei campioni olimpici di sollevamento di polemiche, il pensiero del centrocampista belga sembrava davvero orientato a un discorso di condizione fisica. Prova ne era il fatto che, sempre in quell’intervista, Nainggolan avesse precisato come «Iturbe e Florenzi» avessero «corso e difeso quando la Fiorentina attaccava» e Ljajic avesse «fatto tanto movimento tra le linee». «A lunghi tratti – ha spiegato – mi è sembrata la Roma prima di gennaio». «Non abbiamo perso fiducia – ha quindi concluso –, ora stiamo calmi e continuiamo a dare il massimo tutti. Può essere un punto di partenza».

 

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