Ss Lazio, Massa e Hernanes: dayafter al veleno

I biancocelesti cedono all'Inter per una doppietta del brasiliano, che si scusa per l'esultanza. Capitolini furiosi con l'arbitro

0
533

I miei genitori mi raccontano spesso di un gruppo di ragazzi che non mollavano mai. Venti giocatori e un allenatore, Fascetti, che accettarono una sfida proibitiva indossando la maglia con l’aquila sul petto. Partendo con nove punti di penalizzazione riuscirono nell’impresa di salvarsi riscrivendo la storia della società capitolina. Era la stagione 1986/87 e a distanza di quasi venti anni ieri sera all’Olimpico è sembrato di tornare indietro nel tempo.

La Lazio di Pioli gagliarda e con tanto cuore ha riacceso sensazioni sopite negli anni. Con grinta, temperamento, sudore e la voglia di non mollare mai i suoi ragazzi, in 9 contro 11, non si sono arresi vendendo cara la pelle. Una squadra così “laziale” non si vedeva da tempo e la gente si rispecchia in quei ragazzi dalla faccia pulita, ma che escono dal campo “con la maglia bagnata di sangue e di sudore”. L’Olimpico non ha smesso un attimo di spingere i propri beniamini e anche al termine dell’incontro ha applaudito e incoraggiato la squadra. Una partita strana quella contro l’Inter dominata nei primi venti minuti e sbloccata dalla rete di Candreva.

MASSA NELL’OCCHIO DEL CICLONE – L’espulsione di Mauricio per fallo su Palacio ha cambiato il match. Le polemiche, però, sono divampate sulla punizione seguente realizzata da Hernanes con ben tre calciatori nerazzurri in fuorigioco. Da lì in poi il direttore di gara Davide Massa, e soprattutto i suoi assistenti, hanno perso il controllo della gara. Un offside inesistente fischiato a Candreva e il rigore dubbio concesso a Icardi, con espulsione di Marchetti, hanno chiuso il cerchio e fatto divampare l’incendio delle polemiche. Lotito e Tare sono stati gli unici a parlare con il presidente che ha riservato uno sguardo glaciale alla terna arbitrale nel momento in cui stava abbandonando l’Olimpico. Il diesse è andato oltre parlando di sospetti e accuse pesanti giustificati dalle decisioni prese a senso unico. Il principale rammarico è aver scelto un arbitro di terza fascia per una gara così importante e aver spedito Rizzoli a dirigere il derby di Verona, sfida ininfluente ai fini della classifica. Il direttore di gara di Imperia, però, non è l’unico nell’occhio del ciclone.

HERNANES, LA VENDETTA DELL’EX – Il brasiliano è stato l’assoluto protagonista della serata con una doppietta con tanto di capriola. La sua esultanza non è stata accettata dai tifosi della Lazio che hanno riservato fischi e cori contro il centrocampista. Quattordici mesi dopo le lacrime all’uscita di Formello il grande ex della serata si è preso una rivincita nei confronti di Lotito. A lui, infatti, era dedicata la capovolta per le sue parole in seguito alla cessione, quando lo aveva definito un calciatore “finito”. Hernanes ha chiesto anche scusa ai tifosi della Lazio con un video-messaggio postato sulla sua pagina Facebook, ma il filmato non ha sortito l’effetto sperato. Il popolo laziale, che tanto aveva idolatrato il trequartista della nazionale brasiliana, ha accusato il colpo e i commenti sui social del brasiliano non lasciano dubbi. Le parole e i gesti dell’interista non sono andati giù nemmeno a Lotito che in zona mista gli ha negato la stretta di mano. Un colloquio top secret chiusosi con l’abbraccio tra Hernanes e Tare e con un Lotito stizzito. Lazio che adesso si leccherà le ferite e ripartirà da Genova e dalla gara contro la Sampdoria per continuare a sognare la Champions League. Dopo Biava, Reja, Hernanes e Mancini, sotto la Lanterna ci sono due vecchie conoscenze capitoline come Mihajlovic e De Silvestri.

[form_mailup5q lista=”ss lazio”]

È SUCCESSO OGGI...