Zika, 4 cose da sapere sul virus: dal contagio sessuale alle malformazioni nei neonati

Massima attenzione per i bambini per quella che potrebbe diventare l’emergenza sanitaria globale nel 2016

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Ebola Virus

Salgono a quattro i casi italiani legati al virus Zika. Dopo aver colpito 22 Paesi dell’America Latina, con focolai circoscritti in diverse nazioni quali Egitto, Thailandia, Vietnam, Malesia, Filippine, Uganda, Sierra Leone e negli ultimi anni nel Centro e Sud America, il virus Zika è arrivato in Italia tramite persone che erano state in vacanza in Brasile nel corso dell’ultimo anno. La scorsa primavera si sono registrati quattro casi di contagio di pazienti italiani.

COS’E’ IL VIRUS – Il virus Zika è un membro della famiglia di virus Flaviviridae, del genere Flavivirus, scoperto per la prima volta in Uganda nel 1947, nella foresta di Zika. Il virus è correlato alla dengue, alla febbre gialla, all’encefalite del Nilo occidentale e all’encefalite giapponese, tutte malattie provocate da virus membri della famiglia dei virus Flaviviridae. Viene trasmesso da numerose zanzare del genere Aedes, soprattutto dalla zanzara della febbre gialla e dalla zanzara tigre. Il virus fu isolato nel 1947 da un Macaco Rhesus nella foresta Zika dell’Uganda e nel 1968 fu isolato per la prima volta in esseri umani in Nigeria.

I SINTOMI – “La malattia nel 25% decorre in maniera asintomatica” spiega Antonio Chirianni, presidente della Simit, Società Italiana Malattie Infettive e Tropicali, e direttore del dipartimento Malattie Infettive e Urgenze Infettivologiche dell’azienda ospedaliera ospedali dei Colli “Monaldi-Cotugno-CTO” Napoli. “Nella maggior parte dei casi – aggiunge – la sintomatologia è lieve manifestandosi con febbricola, esantema, congiuntivite. Al momento il problema più importante è che sembra che ci siano bambini, nati da donne che hanno avuto l’infezione durante la gravidanza, che hanno presentato una microcefalia. L’allerta di oggi infatti è successiva alle raccomandazioni dei Cdc americani che consigliano alle donne che desiderano avere un figlio di non visitare quei paesi o di posporre il viaggio”. Il virus ha colpito ventidue Paesi dell’America Latina, provocando gravi malformazioni nei neonati soprattutto in Brasile.

LE RACCOMANDAZIONI – Le raccomandazioni attuali prevedono che tutte le persone che presentano febbre nelle due settimane successive al rientro da zone endemiche devono essere valutate in un centro specialistico. Utile, per chi si reca in zone endemiche, prevenire le punture delle zanzare coprendo la superficie cutanea quanto più possibile, evitando di esporsi in particolare al tramonto, usando repellenti e dove richiesto anche utilizzando tende. Non esiste alcun vaccino contro il virus Zika, né alcun tipo di terapia.

LA CAUSA – Il virus viene trasmesso dalle zanzare – aggiunge il professor Chirianni – Il virus, inoltre, è presente nel sangue delle persone infette e quindi potrebbe essere trasmesso mediante trasfusioni di sangue e l’Oms rivela che “il virus Zika è stato isolato nel liquido seminale umano, ed è stato descritto un caso di possibile trasmissione sessuale da persona a persona”. Secondo Giuseppe Ippolito, direttore scientifico dell’Istituto nazionale per le malattie infettive Spallanzani di Roma, intervistato dall’Agenzia di stampa Dire, il virus, effettivamente, può arrivare dalle nostre parti “attraverso la trasmissione sessuale, il che significa avere rapporti con qualcuno che si trovi in fase acuta di Zika. E poiché il virus si trova in tutto, non è in questo caso non è difficile che si trasmetta”. Secondo la rivista “Lancet”, Zika potrebbe diventare l’emergenza sanitaria globale nel 2016. “Questo lo vedremo – ha commentato in merito Ippolito – certo è che in Brasile si sono registrati già un milione e mezzo di casi”.

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