“Canta con me”, la Basf dalla parte delle nuove generazioni

Al Senato il progetto promosso insieme al Teatro dell’Opera di Roma

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Oggi pomeriggio alle 15 nella Sala Koch di Palazzo Madama ha avuto luogo, alla presenza del Presidente del Senato Pietro Grasso, la conferenza stampa di presentazione del progetto Canta con me! del Teatro dell’Opera di Roma. L’iniziativa ha avuto il patrocinio del Senato della Repubblica.

Nel suo intervento iniziale il Presidente Grasso ha definito la Scuola di Canto Corale del Teatro “una realtà artistica che rappresenta un’eccellenza nel panorama musicale italiano”. «Il progetto che oggi presentiamo – ha continuato il Presidente – è un progetto-pilota che rappresenterà una preziosa opportunità di crescita personale, soprattutto per quei bambini e ragazzi che vivono nelle periferie di Roma, quartieri di cui si parla raramente in positivo, ma pieni di risorse e di talenti». In conclusione del suo intervento il Presidente Grasso ha sottolineato come «lo spunto interessante del progetto sia quello di portare la musica nelle periferie e poi le periferie al centro, con un’esibizione finale nella solennità del Teatro dell’Opera» e si è detto certo che il progetto “Canta con me!” «saprà suscitare l’interesse dei giovani e delle loro famiglie, poiché il valore formativo di questa esperienza trascenderà la formazione musicale in senso stretto».

 

Dopo aver ringraziato il Presidente del Senato per il patrocinio che ha concesso all’iniziativa, Carlo Fuortes, Sovrintendente del Teatro dell’Opera di Roma, ha dato la parola ad Erwin Rauhe, Amministratore Delegato BASF Italia, main sponsor dell’iniziativa, il quale ha messo in luce i motivi che spiegano l’impegno della sua industria: «“Canta con me!” è una testimonianza dell’impegno di BASF a favore della scuola e dello sviluppo del territorio: un progetto per Roma che abbiamo deciso di sostenere in quanto cittadini di questa città dove operiamo con strutture produttive. Un’iniziativa che mette al centro le nuove generazioni, che insegna loro la capacità di ascoltare e che valorizza la cultura come strumento d’integrazione sociale.

 

Prendendo la parola Carlo Fuortes ha così proseguito: «Con questo progetto che abbiamo intitolato “Canta con me!” il Teatro dell’Opera mette in gioco una delle proprie eccellenze artistiche, la Scuola di Canto Corale per Voci Bianche diretta dal maestro José Maria Sciutto. Ma non si tratta solo di offrire alla città alcuni concerti.

Oggi la nostra idea è diversa: vogliamo mettere l’esperienza di insegnamento e pratica del Coro di Voci Bianche, e quella della formazione dei relativi maestri, a disposizione delle scuole e in particolare dei bambini che vivono e studiano in aree periferiche del tessuto metropolitano di Roma».

 

«Pensiamo – ha proseguito il Sovrintendente – che il coro sia un’immagine di coesione, ascolto reciproco, integrazione e per questo il nostro progetto “Canta con me!” si propone, attraverso la pratica del cantare in gruppo, di sviluppare nei bambini un atteggiamento responsabile per un migliore senso di appartenenza a una collettività sia scolastica che sociale. È anche per questo che abbiamo scelto d’intervenire in aree dove più acuti sono i rischi e i disagi sociali, e giovanili in particolare. I protagonisti del nostro percorso saranno perciò gli allievi di quattro Istituti Comprensivi in quattro diversi quadranti periferici di Roma: “Via Casalbianco” (Settecamini) “Via Olcese” (Centocelle), “Pablo Neruda” (Selva Candida), “Via Cutigliano” (Magliana). Il loro percorso di formazione si concluderà con un concerto a maggio al Costanzi, al quale parteciperà anche il nostro Coro di Voci Bianche, mentre la Scuola di Canto Corale del Teatro dell’Opera di Roma sarà protagonista di quattro concerti nei quartieri interessati». «Tutto questo – ha concluso Carlo Fuortes – ha l’obiettivo di confermare la volontà della Fondazione di “uscire” dal Teatro e di diventare un soggetto capace di creare aggregazione sociale, penetrando nel tessuto urbano e promuovendo progetti formativi di formazione e di educazione musicale».

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