«Siamo al terzo giorno di sciopero della fame degli studenti e delle studentesse sanzionati/e dalla sapienza». Questa mattina «sono presenti anche numerosi agenti di polizia per difendere il convegno sull’Intelligence che si terrà a breve. Era stato minacciato anche lo sgombero coatto degli scioperanti per non rovinare l’iniziativa-vetrina al rettorato».
Il presidio vuole andare avanti a oltranza, si legge in una nota degli studenti, «fino a che non saranno cancellate queste ingiuste sanzioni, che stanno buttando fuori dall’università molti studenti». La Sapienza, «come le peggiori aziende, per fare cassa ha sanzionato più di mille studenti per errori nel pagamento delle tasse – si legge nella nota -. Per un banale errore meccanico, o addiritura per inefficienza del Caf, non è stato inserito correttamente l’Isee sul’“infallibile” sistema di Infostud».
In questo modo «gli studenti si sono ritrovati in una fascia di reddito inferiore: per un pagamento mancato di 40 euro abbiamo subito multe di 2.300 euro, minacciando blocco della carriera universitaria, denunce e recupero crediti coatto. Abbiamo tentato di capire cosa intende fare il rettore nei confronti di queste multe infami, ma ci troviamo sempre la porta sbattuta in faccia da chi come Frati gestice la Sapienza come un feudo dove piazzare familiari e amici». (Dire)
ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER DI CINQUE QUOTIDIANO
[wpmlsubscribe list=”9″]